Agricoltura: Autorizzazione all’utilizzo del refluo zootecnico

Tipologia atto

Autorizzazione/ Silenzio assenso

Descrizione
La Regione Lombardia, con L.R 37/93, individua nel piano di utilizzazione agronomica dei reflui zootecnici (PUA), lo strumento attraverso il quale verificare la congruità delle scelte gestionali dell’azienda..

Chi può fare la richiesta
I produttori che intendono utilizzare reflui zootecnici sono tenuti a presentare al Comune, unitamente alla richiesta di autorizzazione, il piano di utilizzazione agronomica o PUA, redatto da tecnici competenti iscritti nei rispettivi albi professionali (agronomi – periti agrari – agrotecnici). Tale piano identifica l’azienda produttrice, ne inquadra i dati tecnici e strutturali ed indica i criteri che l’agricoltore intende seguire per una gestione agronomicamente corretta di liquame/letame. Solo in alcuni casi esso può essere presentato come autocertificazione dal titolare dell’attività di allevamento – senza l’obbligo di incarico ai tecnici di cui sopra – e viene quindi identificato come “piano di utilizzazione agronomica semplificato”, cioè PUAS. Non è richiesta la presentazione del piano per gli allevamenti di consistenza inferiore a 8.000 kg per bovini, suini, ovini ed a 3.000 kg per gli avicunicoli. Non è soggetto ad autorizzazione l’impiego del letame.

Dove andare
Ufficio Ecologia.

Iter autorizzativo

1. Presentazione dell’istanza

La domanda, presentata e sottoscritta con firma autenticata del titolare al Comune in cui ha sede l’azienda, è consegnata con la documentazione indispensabile e comprendente il PUA, estratti di Carta Tecnica Regionale ed adeguate planimetrie. Al Comune sede d’impianto vengono consegnate anche le copie destinate, per l’emanazione del parere tecnico, ad Arpa e Provincia; un’analoga domanda, anch’essa completa degli allegati necessari, va presentata, in unica copia, ai comuni eventualmente interessati dalla distribuzione dei reflui zootecnici aziendali.

2. Istruttoria

Il Comune richiede il preventivo parere dell’Arpa e dell’Amministrazione Provinciale.

3. Rilascio dell’autorizzazione

Ai sensi dell’art. 4 della L.R. 15/2002 l’istanza presentata per l’ottenimento dell’autorizzazione di cui trattasi si considera accolta quando non venga comunicato all’interessato, entro sessanta giorni, il provvedimento di diniego.

4. Modifica o revoca dell’autorizzazione

L’autorizzazione allo spandimento può essere modificata per la sopravvenienza di nuove normative tecniche o per annullare danni o rischi accertati in sede di controllo. Per quanto riguarda la disciplina del silenzio assenso, l’Amministrazione competente può annullare l’atto di assenso illegittimamente formato. E’ tuttavia in facoltà dell’Amministrazione competente adottare il provvedimento espresso di accoglimento prima della scadenza del termine prestabilito.

Norme di riferimento

 Decreto Legislativo 11 maggio 1999, n. 152: “Disposizioni sulla tutela delle acque dall’inquinamento e recepimento della direttiva 91/271/Cee concernente il trattamento delle acque reflue urbane e della direttiva 91/676/Cee relativa alla protezione delle acque dall’inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole”,

Normativa Regionale (Regione Lombardia)

  • L.R. 37/93, integrata dal regolamento Attuativo approvato il 12.06.95, come modificato dalla DGR n. 6/17149 del 01.08.96;
  • L.R. 22 luglio 2002, n. 15, Legge di semplificazione 2001